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Buon viso a cattivo gioco

Il mio vecchio portatile, che montava Windows XP, è caduto vittima della Grande Peste AVG dell’altroieri. Per farla breve: l’antivirus AVG metteva per errore in quarantena un file di sistema, user32.dll, situato nella cartella system32. Ovviamente senza quel file il sistema operativo non ripartiva.

Se è successo anche a voi, qui ci sono le istruzioni per ripristinare Windows XP. E anche qui sul sito di AVG. Ci vuole il cd di installazione, naturalmente. Se non lo si ha, ce lo si procura. Non chiedetemi come.

Quanto a me, non ho nessuna voglia di ripristinare XP, che ho già su altri due computer. Piuttosto, ne ho approfittato per passare a Linux. Ho installato Ubuntu su una nuova partizione – da CD ovviamente –, così da lasciare intatti i documenti salvati in Win. Quindi, da Ubuntu ho potuto recuperare le cartelle di Win.

E’ un vecchio Acer Aspire 1513 del 2004, ormai moribondo (si surriscalda e si spegne all’improvviso), e non c’era dentro niente di vitale importanza (altrimenti avrei avuto un backup); ma sono felice di non aver perso le tesine per gli esami del master, più un po’ di appunti dell’università, e un sacco di vecchie foto.

Già che ero lì, ho provato a sostituire il file user32.dll, ma non è bastato a far ripartire Win. So però che ad alcuni questo metodo ha funzionato, quindi potete anche provare così, se le istruzioni che ho linkato sopra vi paiono troppo macchinose. Il file lo trovate facilmente online.

Così adesso ho tutti e tre i sistemi operativi. Ora devo solo trovare il tempo per giocare un po’ con Ubuntu, ché giocando s’impara.

P.S. Ho avuto una GRAN fortuna, perché mi è successo sul vecchio laptop e non sull’eeepc. Lì il ripristino sarebbe stato più difficoltoso, richiedendo l’uso di un drive cd/dvd esterno. Ancora non ci credo, alla fortuna che ho avuto, a lasciar spento l’eeepc proprio quel giorno.

Dell’assaggiare i libri prima di comprarli

Marina Lenti, autrice di L’incantesimo Harry Potter e HP a Test, propone un prezioso vademecum: un pdf dedicato alla bibliografia italiana ragionata su Harry Potter. Oltre 40 pagine di schede dettagliate su tutti i libri disponibili sul tema in lingua italiana. Dai saggi di impianto religioso alle raccolte di ricette del tipo “In cucina con HP”. E nella lista, nel mio piccolo, ci sono anch’io. Potete scaricare il pdf da qui.

E più in generale, Marina lamenta (e giustamente) che in Italia i libri si debbano comprare quasi a scatola chiusa. A meno di poterli sfogliare in libreria, cellophane permettendo, spesso l’acquirente ha a disposizione solo il risvolto di copertina e/o uno scarno comunicato stampa sul sito dell’editore.

E’ infatti estremamente arduo capire, PRIMA DELL’ACQUISTO, o quantomeno prima di una sfogliata approfondita in libreria, quale sia il contenuto effettivo di un volume in modo da poter decidere in modo consapevole se faccia o meno al caso nostro. Non parliamo poi di trovarne un estratto on line!
Questo perché pochissimi autori si prendono la briga di mettere a disposizione delle pagine informative sulla propria opera e quasi tutti si affidano alla mera scheda-libro presente sul sito dell’editore. O al massimo, a un comunicato stampa inviato dallo stesso alla vigilia dell’uscita.

Riflessione ricca di spunti, la sua. E’ mia ferma intenzione rendere disponibili online degli estratti – quanto più ampi possibile, compatibilmente con le esigenze e i limiti posti dagli editori – anche di eventuali altri libri che un bel giorno riuscissi a farmi pubblicare. (Zitti, va’, ché son già al lavoro.) (No, non posso dire ancora niente. Ma stavolta zero Potter.) Sono convinta che farei un favore al lettore e, di rimando, a me stessa. Non dispongo di dati e cifre, ma credo che se il lettore potesse “toccare con mano” almeno le prime 20-30 pagine, si venderebbero più libri. Secondo me ogni editore dovrebbe mettere online il primo capitolo di ogni libro. Mondadori ha già iniziato con alcuni titoli di punta.

Edit (3 novembre): apprendo da Torre Nord che esiste un book trailer del libro della Gunelius. Scema io a non guardare su YouTube: in Italia i book trailer non hanno attecchito molto finora, ma in America si usano parecchio.

Presentazione: Harry Potter, come creare un business da favola

Immagine di Harry Potter

Martedì scorso sono stata alla presentazione di questo libro, alla Feltrinelli Duomo qua a Milano.

Susan Gunelius, Harry Potter. Come creare un business da favola, Egea

(qui il book trailer)

Hanno partecipato:

  • Paola Dubini, autrice della postfazione. Docente di marketing alla Bocconi e autrice di questo bel libro su editoria ed economia (su cui ho studiato pure io, tempo addietro).
  • Isabella Bossi Fedrigotti (immagino sappiate tutti chi è), autrice della prefazione.
  • Stefano Salis, giornalista del Domenicale del Sole24Ore, esperto dell’industria editoriale.

Non ho ancora letto il libro, ma ho pensato di trascrivere qui gli appunti che ho preso durante la presentazione, nel caso possano tornare utili a qualcuno che sta meditando di comprare il tomo. Se riesco, poi farò anche una recensione.

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MarsEdit e LiveWriter

La nuova dashboard di WP 2.7 sembra molto carina, benché forse, di primo acchito, un po’ barocca. Ma tanto io ultimamente il backend di Wordpress lo vedo poco, perché uso MarsEdit.

Ho iniziato a usarlo quando abbiamo aperto il blog di Twilight, che devo aggiornare almeno una volta al giorno e inserendo molte immagini e link. Consiglio vivamente MarsEdit a tutti gli utenti Mac che gestiscono piattaforme Wordpress, Blogger, Drupal, LJ, MovableType, TypePad e altre ancora. Mi piace così tanto che ne ho persino acquistato una copia legale. Starò invecchiando. Spero che WP risolva le magagne del flash media uploader, ma la semplicità con cui si caricano le immagini in MarsEdit credo non abbia rivali (tu trascini e lui uploada, già allineato al testo, e scrivendo una semplicissima macro si può aggiungere hspace e vspace a piacimento eccetera). Se funzionasse anche su Joomla sarebbe perfetto per le mie esigenze, ma già così gestisco tutti i blog e i siti in Wordpress, e sono tanti.

So che per Windows (ma forse in futuro anche per Mac) c’è il LiveWriter, di cui ha parlato spesso GigiCogo. A me, così a occhio, ispira poca fiducia; ma dovrò ricredermi, visto che c’è chi ne parla bene (ma forse è proprio perché non apprezza MarsEdit). Lo proverò, e non ne parlerò oltre finché non l’avrò provato di persona; ma temo sia questione di gusti: a me preme appunto evitare l’interfaccia wysiwyg. Mi sembra che con il codice “a vista” ci sia più controllo su… su tutto quanto, e senza perdere d’occhio la finestra di anteprima del post, che è molto fedele al risultato finale.

Così fan quasi tutte (ovvero: di spoiler e giornalisti)

E brava la Lipperini, che ieri nel domenicale di Repubblica ha scritto un bell’articolo su Twilight, senza troppa condiscendenza nei confronti delle fan e soprattutto senz’ombra di spoiler. Veder menzionati DeviantArt e Fanfiction.net su Repubblica riesce ancora a scaldarmi il cuore.

La mia posizione la conoscete: non amo particolarmente Twilight, e non mi definisco “fan” di niente e di nessuno; ma mi occupo di cinema e letteratura fantasy ormai da qualche anno, e mi fa sempre piacere veder trattata la cultura pop e il mondo dei fandom con il rispetto che meritano.

Prosegue nel frattempo la campagna di BadTaste contro gli spoileratori pazzi sui mass media italiani. Dopo l’imbarazzante caso di Indiana Jones, dopo la trama degli ultimi due Harry Potter spiattellata ai quattro venti al TG1 della sera – alla vigilia dell’uscita del libro in inglese, mica della traduzione! – stavolta tocca a Wall•E, per mano del solito, ineffabile Vincenzo Mollica. L’uomo di cui tocca vergognarsi ogni volta che un attore è costretto a farsi ripetere la domanda perché confuso dall’inquietante pronuncia inglese del Nostro. Cioè quasi sempre. Spero che il Nostro sia un residuo di epoche passate, e che oggigiorno la Rai non affidi più interviste a chi non parla la lingua dell’intervistato.

Battaglia contro i mulini a vento, forse, quella di BadTaste: i giornalisti smetteranno di spoilerare quando a chiederlo saranno le case di produzione e gli editori dei libri. Le petizioni (che pure ci sono, e in gran numero) credo servano a poco.