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Juric, Torino: “In Superga per rafforzare l’orgoglio granata, essere esigenti e non accontentarsi!” – La Stampa

Bologna e Superga: 24 ore di passione granata: «Vedo la squadra sul pezzo». Ivan Juric assicura massimo impegno fino alla fine, anche se le ultime partite fotografano un’altra realtà, quella di un Torino che non ci crede più anche se la classifica continua a tenere in vita le speranze d’Europa. Questo obiettivo, però, è sparito dalle parole dell’allenatore granata che si appresta a vivere, anche lui, gli ultimi 360’ sulla panchina del Torino. Restano gli stimoli da mettere in campo nei giorni più importanti della storia granata, visto che il giorno dopo il turno di campionato è il 4 maggio.

«Ogni partita è una grande opportunità, difendi una maglia importante – le parole di Juric -, non sarà un problema di stimoli. E’ chiaro che ogni anno abbiamo problematiche, ma la squadra si allena forte e vuole fare il massimo. Altri discorsi non esistono. Decimo posto?

Speriamo di restare nella parte sinistra della classifica, per me in questi anni abbiamo fatto ottimi risultati, se guardiamo a dove siamo partiti. E’ chiaro che qualcosa è mancato». Vorrebbe fare i bilanci solo dopo il traguardo, ma a tenere banco oltre al futuro del Torino è anche quello dell’allenatore. E ormai è chiara la separazione a fine stagione.

Juric comincia a guardarsi indietro. «Abbiamo preso tante buone decisioni, ma abbiamo anche fatto errori pensando al passato – dice -, il popolo del Toro non è semplice, è complesso. La storia dà complessità, bisogna capire certe reazioni. Io adesso capisco i tifosi.

Bisogna andare su questa strada, essere esigenti e non accontentarsi, spingere sempre». L’unica cosa che conta è il futuro di un club che continua a restare inchiodato alle speranze, visto che la realtà dice un’altra cosa. Juric prova a dare ancora consigli per crescere, probabilmente gli ultimi. «Per il domani terrei tutti migliori e comprerei 4 o 5 giocatori – ancora il tecnico croato -.

Oppure, vendi tutti. Non ci sono mezze misure. E, prima di scegliere i nomi, farei come il mio vecchio allenatore, guarderei di più quanti gol hanno fatto in carriera». «Sarà sempre una grande emozione – dice -, ma organizziamo meglio il momento della lettura dei nomi alla lapide.

L’anno scorso alcuni erano rimasti indietro. Li voglio tutti presenti, da Superga può arrivare una spinta ulteriore soprattutto per gli stranieri: devono essere tutti orgogliosi di essere del Toro». Domani c’è il Bologna, un confronto senza storia a guardare la classifica, ma che crea un po’ di rammarico ad un Torino che l’anno scorso con i rossoblù lottava per le stesse posizioni. Ora la squadra di Motta è in zona Champions League.

«La differenza tra noi e loro è che il Bologna ha fatto tutto bene – chiude Juric -, hanno ceduto giocatori che davano problemi e preso giocatori europei. Hanno indovinato tutto e Motta è di un altro livello. Ha un bavaglio notevole, Thiago, è destinato ad andare in un grande club». Alla fine della conferenza è stata presentata la maglia che il Torino indosserà domani sera contro il Bologna, una divisa tutta granata con gli sponsor dello stesso colore con colletto bianco e risvolti bianchi delle maniche in ricordo del Grande Torino.

Costa 129 euro.

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