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Muxtapiamo

Tanto per non essere sempre quella alternativa e blasé, mi accodo anch’io al meme du jour. Che mi dicono sia partito da Beggi, però a ben guardare le date dei post mi sa che ne ha parlato prima Kurai… vabbè insomma, è in. E’ ovunque. Potevo esimermi?

Se volete partecipare, e siete vecchi abbastanza da ricordarvi quando c’erano ancora le cassette da 60 e da 90, qui c’è il musicassetta-maker: Muxtape. Sappiate che soffrirete, perché si possono scegliere solo 12 canzoni. (Oddio, non ci ho messo i Beatles, ora il cugino mi pela.) (Ci avrei messo I am the Walrus, comunque.)

Be’, ciancio alle bande, ecco la mia. Da cui si evince che ho gusti alquanto eclettici.

(E se avrò fatto scoprire a qualcuno gli Heartless Bastards, sarò una persona felice.)

muxtape musica

Io sostengo (e risorgo)

Risorgo. A debita distanza dalla Pasqua, ché poi non si dica che mi sono montata la testa.

Risorgo dopo un mesetto di lavoro frenetico (tipo 16 ore al giorno), e tento di far risorgere con me anche questo blog. Possibilmente con più costanza, e post un po’ meno monotematici. Risorgo, aggiungerei, accodandomi all’andazzo blogosferico.

L’iniziativa, se ho ben capito, è partita da David Orban e Luca Conti. Il succo è: bisogna dire chiaro e tondo da che parte si sta. Cioè funziona che si scrive “Io sostengo” nel titolo del post, e poi si scrive per chi si intende votare alle politiche del mese prossimo.

Be’, da che parte sto io mi sembrava fosse ampiamente chiaro, e da tempo; però, per la cronaca, riporto i risultati dei due quiz che mi paiono più diffusi in questi giorni. L’iniziativa mi sembra utile: se non altro ho appurato che ci sono molti più blogger di destra di quanto credessi. Prima avevo l’impressione che la prevalenza delle opinioni di sinistra fosse molto netta, invece la realtà è un po’ più sfumata. Viva il pluralismo. L’importante è andarci, alle urne.

Primo test: quello di Kataweb, detto “Politometro“. Vediamo che ne esce:

Ne esce che sono più laica di Bertinotti, in sostanza. Non se n’era accorto nessuno, eh.
Il secondo test è Voi siete qui, realizzato da OpenPolis. Le domande sono più o meno le stesse dell’altro test. Questo però l’ho dovuto fare due volte, perché la prima volta anch’io, come Hardcore Judas, risultavo un po’ “incollocabile”. Ero senz’altro più vicina alla sinistra, ma un paio di risposte avevano falsato i risultati, forse perché avevo fatto il test molto in fretta e un po’ distrattamente. (E forse perché sono favorevole al nucleare? A cui peraltro il PD non mi pare si opponga in modo categorico.) Quindi prendete il seguente grafico con il classico grano salis, ma direi che grossomodo ci siamo. Potete consultare il mio risultato a questo indirizzo.

Comunque, il fatto che i risultati non siano del tutto sovrapponibili, a fronte di domande molto simili nei due test, mi lascia pensare che non siano strumenti molto affidabili. Soprattutto il “Tu dove sei”: è bastato modificare un paio di “molto contrario” in semplici “contrario”, e mi sono spostata quasi da tutt’altra parte. E’ solo un gioco, alla fine.

Ah, già, devo dirvi per chi voto. Mi tocca votare PD, tappandomi il naso causa Binetti. Credo si debba essere realisti, e non sprecare il voto inseguendo sogni di gloria (che ne so, qualcosa di concreto per le coppie di fatto? Alla voce unioni civili, mi piange il cuore nel constatarlo, il PD risulta solo “tendenzialmente favorevole”. Le palle non le hanno proprio, ahinoi). Sono dell’idea che si debba votare con la testa, non con la pancia. La pancia mi porterebbe più a sinistra, naturalmente.

Del tradurre, del leggere turandosi il naso, dello sperimentalismo

Scopro con divertito stupore che i consueti sincretismi suzukimarutiani mi piazzano oggi in ottima compagnia: Alain Robbe-Grillet, Franco Lucentini, Calvino, Eco, la Rowling e il mio miserando tentativo di disboscamento dell’Amazzonia, tutto in un solo (e come al solito, lungherrimo) post.

Non potendo esprimere un giudizio su Robbe-Grillet - autore che colpevolmente ignoravo, ma che ora recupererò, anche grazie a Suzukimaruti - mi limito a qualche osservazione di ordine generale sugli altri punti del suo post. Diciamo che prendo spunto, anziché rispondergli. (Anche perché quando inizia a parlare di Lost io mi perdo, non avendolo mai seguito.)

E’ un limite un po’ mio: ho la fissa delle traduzioni. Insomma, quando prendo un libro straniero ho sempre l’ansia che la traduzione lo deturpi.
Per dire, quando leggo che i libri di Stefano Benni - con tutti i giochi di parole, le inside jokes, le citazioni, ecc. - vengono tradotti in varie lingue, mi spavento. E mi immagino quanto mi perderei leggendo l’equivalente ghanese di Benni tradotto in italiano.

Verissimo. Figurati quanto mi spavento io quando traduco libri del genere. E quanto si sono spaventate le traduttrici di Harry Potter, che nel suo piccolo è pieno di insidie.

Se io non amassi la lingua e la cultura inglese non farei la traduttrice, e quindi va da sé che anch’io preferisco leggere in lingua originale (ci provo anche con il francese e lo spagnolo, e ci proverò prima o poi col tedesco). Ma per le lingue che non parlo, preferisco sempre una cattiva traduzione piuttosto che dover rinunciare alla lettura di un libro. C’è anche da dire che mi sforzo spesso di leggere libri inglesi tradotti in italiano, perché è un ottimo esercizio per chi fa il mio mestiere. Anzi, direi che più il libro è tradotto male, più bisogna turarsi il naso per leggerlo, e più si impara.

(O forse è solo un espediente con cui giustifico il fatto di starmene a letto a leggere romanzi invece di lavorare. “Sto facendo ricerca sul lessico dei legal thriller”. Sì, come no.)
Continua a leggere…

E dopo il permesso di Mamma ci facemmo un bacio

8 Febbrajo 1888 - s. Onorato

Papà si è fatto fotografare ed è riuscito somigliantissimo. Partenza di Pietro per Miradolo a comunicare a suoi Genitori la nostra promessa. Io fui obbligata a letto con febbre, prima di partire venne a salutarmi e dopo il permesso di Mamma ci facemmo un bacio. Arrivo di Peppino questa sera.

Molti di voi lo seguiranno già, il diario di Angioletta. A chi non lo conoscesse ancora, voglio segnalarlo io. In due parole: è un blog su cui vengono pubblicate giorno per giorno le annotazioni scritte da Angioletta nel suo diario, nel corso dell’anno 1888. Centoventi anni fa.

Il blog è curato da Marco Ardemagni, giornalista di Radio Due, che ha trovato il diario in un cassetto, insieme a qualche fotografia e documenti dell’epoca. Il profilo Blogger di Angioletta, scritto per lei da Ardemagni, così recita:

Mi chiamo Angela Brugnatelli, ma tutti mi chiamano Angioletta. Ho diciannove anni: sono nata a Milano il 7 maggio 1868. Abito a Milano, in via Torino, 4 dove mio padre Giuseppe ha una farmacia: è il primo palazzo sulla destra venendo da Piazza del Duomo. Nella farmacia lavora anche il signor Pietro. Mia madre si chiama Carolina Pertusi. Il mio fratellino Carlo è in collegio a Monza. Altre cose ve le dirò più avanti, nei prossimi giorni. Se volete, potete .

L’idea mi sembra molto carina: trovare le quotidiane due righe di Angioletta nel mio feedreader è un piacere. Anche perché Angioletta è lontana da me nel tempo, ma non nello spazio: abitava a due passi da casa mia, in via Torino a Milano.

In corrispondenza dei giorni in cui Angioletta non ha scritto nulla sul suo diario, Ardemagni interviene con brevi e godibili post che inquadrano la figura di Angioletta nella Milano di fine Ottocento: questioni di urbanistica (dov’è oggi Piazza Diaz, nel 1888 c’era un intrico di vicoli), mappe, ritratti di famiglia, biografie di parenti di Angioletta, lettere, poesie e alberi genealogici. Un’operazione di grande valore storico.

Comunicazione di servizio

Due novità tecniche:

  • Ho installato il plugin Full Text Feed, che in futuro dovrebbe teoricamente permettervi di leggere i post completi via feed (anche da Feedburner, mi auguro. Nel dubbio, per non saper né leggere né scrivere, intanto l’ho pingato, ecco).
  • Ho finalmente eliminato il rel=”nofollow” dai link nei commenti, come suggerito dal sempre ottimo Stefano Gorgoni. Volevo farlo da tanto, ma mi ero dimenticata. L’ho tolto una settimana fa, e mi sono dimenticata di dirvelo. Se poi dovessi essere invasa dallo spam, lo rimetterò; ma non credo. Nel frattempo, enjoy! Il plugin che ho usato è Nofollow-Free, di Michele Marcucci. Se doveste - non voglia il ciel - riscontrare qualche malfunzionamento, mi trovate su quartabozza chiocciola yahoo punto it. Peraltro, noto che mi toglie il nofollow dal link al nome, ma non da altri link presenti nel commento. Che voi sappiate, posso toglierlo anche da lì senza mettermi troppo a rischio spam? E se sì, come?  (risolto, bastava accorgersi del simpatico pannello opzioni del plugin, idiota che non sono altro.) (Tenete presente che devo modificare il php a manina, e che tra l’altro… ehm… non diciamolo troppo forte, ma… non è che ho proprio l’ultimissima versione di Wordpress, ecco. Shhh!) (Ecco, l’ho detto. Accomodatevi, amici defacer; mi casa es su casa. Mo’ aggiorno però, eh. Cioè, ci provo. Speriamo non esploda tutto.)

wordpress plugin nofollow