E che, vuoi fare la playlist dei Beatles?

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Sto leggendo (solo ora, colpevolmente) Playlist di Luca Sofri; e cribbio, fa morir dal ridere.

E che, vuoi fare la playlist dei Beatles? Sei scemo? E quante ne metti, settantuno?

(Su Last Christmas degli Wham!) Oh santi numi! Roba da farsi venire due diabeti in sei minuti e quarantacinque. Roba per cui ogni natale ti viene da fare il tifo per i poliziotti di Beverly Hills. E il video? Oh santi numi!

(Su Billie Jean di Michael Jackson) Dice che Billie Jean non è la sua ragazza: è solo una che gli gira attorno e va dicendo che il bambino è suo. Ma, dice, ’sto bambino non è suo. Cosa di cui – visto com’è andata – il bambino ormai maggiorenne si starà rallegrando.

Phil Collins è la Yoko Ono dei Genesis. E’ odiato da tutti i fans duri e puri della band. Hanno addirittura usurpato al lombardo titolare l’offensivo nomignolo “nano pelato”, per affibbiarlo a lui.

(Su I Shot the Sheriff di Bob Marley) Lui ha sì ammazzato lo sceriffo, ma il vicesceriffo no. E poi lo sceriffo gli rompeva sempre i coglioni, e non lasciava che lui facesse crescere ciò che aveva seminato. In senso metaforico o no.

In pratica sono tremila canzoni, organizzate in ordine alfabetico per artista; e per ciascuna, una o due frasette fulminanti. Ma soprattutto, è un libro che ti fa venir voglia di craccare un account premium su Rapidshare. Ho già compilato una lista di roba che, alla mia veneranda età, non posso più permettermi di ignorare.

Sì, manca un sacco di gente importante; c’è troppa musica italiana; c’è qualche scelta opinabile sulla rappresentanza femminile (non c’è Ani di Franco, non c’è Tori Amos, ma c’è Des’ree, per dire. E Irene Grandi). Ma in genere i suoi gusti somigliano abbastanza ai miei. Ecco, credo che un libro come questo possa far infuriare chiunque abbia gusti musicali molto diversi da quelli di Sofri. Però è un bel libro da sfogliare, aprendolo rigorosamente a caso e affidandosi alla sorte, e intanto ascoltando su Last.fm trenta secondi di ogni canzone citata. Sfido chiunque a non scoprire almeno due o tre band ir-ri-nun-cia-bi-li grazie a questo tomo di 600 pagine.

(Ah, e la scheda di Matteo Bordone su Sufjan Stevens è proprio ben fatta.)