La quarta bozza

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Archive for traduzione

In chat con la Guida HP e i Lucchetti babbani

Se torno viva dalla settimana elettorale in quel di Perugia: giovedì prossimo, 17 aprile, alle 21:20, sarò ospite di Marina Lenti (Guida Harry Potter per il portale SuperEva/Dada) nella chat del suo forum.

Parleremo, ovviamente, della traduzione italiana di Harry Potter.

Per partecipare: registratevi al forum e poi cliccate su “Entra in chat”, in fondo alla pagina. Per eventuali problemi tecnici potete rivolgervi a Marina, all’indirizzo guidaharrypotter [at] gmail [punto] com.

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Del tradurre, del leggere turandosi il naso, dello sperimentalismo

Scopro con divertito stupore che i consueti sincretismi suzukimarutiani mi piazzano oggi in ottima compagnia: Alain Robbe-Grillet, Franco Lucentini, Calvino, Eco, la Rowling e il mio miserando tentativo di disboscamento dell’Amazzonia, tutto in un solo (e come al solito, lungherrimo) post.

Non potendo esprimere un giudizio su Robbe-Grillet - autore che colpevolmente ignoravo, ma che ora recupererò, anche grazie a Suzukimaruti - mi limito a qualche osservazione di ordine generale sugli altri punti del suo post. Diciamo che prendo spunto, anziché rispondergli. (Anche perché quando inizia a parlare di Lost io mi perdo, non avendolo mai seguito.)

E’ un limite un po’ mio: ho la fissa delle traduzioni. Insomma, quando prendo un libro straniero ho sempre l’ansia che la traduzione lo deturpi.
Per dire, quando leggo che i libri di Stefano Benni - con tutti i giochi di parole, le inside jokes, le citazioni, ecc. - vengono tradotti in varie lingue, mi spavento. E mi immagino quanto mi perderei leggendo l’equivalente ghanese di Benni tradotto in italiano.

Verissimo. Figurati quanto mi spavento io quando traduco libri del genere. E quanto si sono spaventate le traduttrici di Harry Potter, che nel suo piccolo è pieno di insidie.

Se io non amassi la lingua e la cultura inglese non farei la traduttrice, e quindi va da sé che anch’io preferisco leggere in lingua originale (ci provo anche con il francese e lo spagnolo, e ci proverò prima o poi col tedesco). Ma per le lingue che non parlo, preferisco sempre una cattiva traduzione piuttosto che dover rinunciare alla lettura di un libro. C’è anche da dire che mi sforzo spesso di leggere libri inglesi tradotti in italiano, perché è un ottimo esercizio per chi fa il mio mestiere. Anzi, direi che più il libro è tradotto male, più bisogna turarsi il naso per leggerlo, e più si impara.

(O forse è solo un espediente con cui giustifico il fatto di starmene a letto a leggere romanzi invece di lavorare. “Sto facendo ricerca sul lessico dei legal thriller”. Sì, come no.)
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La giraffa tenace

Ecco perché sono contenta di essere pubblicata dalla Camelopardus. Se fossi un regista, farei un film sulla loro storia. Che tra l’altro secondo me permette di farsi un’idea precisa di cos’è oggi la piccola e piccolissima editoria italiana.

Come fa una piccola casa editrice come la vostra ad arrivare nelle librerie ma soprattutto nelle case dei lettori? Vi avvalete di una rete di librai disponibili che vi aiuta? Internet vi basta, come strumento di vendita o portate avanti anche altre iniziative che puntano alla promozione della vostra casa editrice e del vostro catalogo? Quali?
R. Purtroppo la distribuzione è il tallone d’Achille delle piccole case editrici; al momento copriamo alcune regioni, ma in altre, molto importanti come il Piemonte o la Toscana, non siamo ancora riuscite a trovare distribuzione. Internet da solo non basta e anche nelle librerie dove sono presenti i nostri libri, purtroppo non sempre abbiamo visibilità, nonostante abbiamo investito molto per dare una veste consona alle nostre pubblicazioni. Un grande aiuto ci è stato dato dal bookcrossing, che, nonostante si basi sul principio di prestarsi i volumi, apparentemente controproducente per un editore, è in realtà una comunità di persone che amano veramente i libri e che ci hanno appoggiato con grande grinta quando hanno conosciuto la nostra storia. Il grande canale per farsi conoscere, purtroppo, resta quello dei media tradizionali, ma è molto difficile trovare uno spazio in mezzo alle pubblicazioni dei “grandi”.

Continua a leggere: Intervista a Sara Saorin (Camelopardus Edizioni)

Il sito della casa editrice

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Delurking indolore (per voi, meno per me)

Per chi non è riuscito a venire in Mondadori l’altra sera, ecco il video del mio intervento; presentazione del libro e domande dal pubblico. Qui trovate la trascrizione delle dimenticabili baggianate da me proferite. Su BadTaste altri video e foto della serata.

Sì, ero l’unica in cosplay; no, non me ne vergogno; sì, al piano di sotto invece erano quasi tutti in cosplay quindi poi mi sono mimetizzata. Ah, guarda caso oggi è il Delurking Day: qualche mio lettore che non ha mai commentato vuole approfittarne per palesarsi, visto che ha l’occasione di farlo prendendomi in giro? Non capiterà tanto presto un altro video, eh.

In compenso, magari nei prossimi post torno a parlare d’altro. Tempi duri, su questo blog, per chi non ama Harry Potter; mi rincresce, ma i tempi duri stanno per finire.

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Meet the Author

Resuscito un momento per nuntiare urbi et orbi gaudium magnum. Per me, almeno.

  • Marina Lenti (Guida Harry Potter di Supereva/Dada) mi ha intervistata a proposito del libro. Trovate l’intervista a questo indirizzo.
  • Se non sapete come trascorrere la sera del 4 gennaio, e pensate di fare un salto in libreria per aspettare la pubblicazione di Harry Potter 7 in italiano, alla mezzanotte: venite al Mondadori Multicenter di piazza Duomo a Milano, dove tra l’altro potrete assistere a una presentazione del mio libro. Oltre a vedere me in cosplay da Grifondoro, che son sempre cose, comunque. Sarà presente anche Marina Lenti: è appena uscita la seconda edizione del suo libro, Incantesimo Harry Potter, una vera miniera di informazioni, ora ulteriormente arricchita e aggiornata ai Doni della morte. E poi ci saranno gli straordinari Grimmauld Place 12, un gruppo di animazione-cosplay che ho avuto il piacere di conoscere qualche tempo fa (li ho anche intervistati per BadTaste). Sono bravissimi. Qui trovate il programma completo della serata.
  • Per un acquisto consapevole e informato, ora potete leggere online un brano di Lucchetti babbani e medaglioni magici (le prime cinque pagine dell’introduzione).
  • Dirò di più: potete e dovete farmi sapere che ne pensate del libro. Ne sto parlando con diversi lettori in Msn, ma avverto il bisogno (la voglia, diciamo, via) di rendere il tutto un po’ più social. A partire dal 5 gennaio commenteremo insieme la traduzione Salani dei Doni della morte, qui sul blog e ovviamente sul forum di BadTaste; così mi aiutate ad aggiornare il libro per un’eventuale seconda edizione, se mai ci sarà. E se non ci sarà, mi piace pensare che il libro possa avere un’appendice online dedicata al settimo HP. Fa molto 2.0, no?

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