La quarta bozza

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Archive for lgbt

Sul proprio corpo, l’individuo è sovrano

L’ho scoperto grazie a Buraku, ve lo segnalo: a Roma e Milano, l’Associazione Luca Coscioni fornisce assistenza immediata, anche durante il fine settimana, alle donne che si sono viste negare la ricetta per la pillola del giorno dopo. Assistenza significa: intanto vi forniscono subito la ricetta, e poi vi spiegano come denunciare i medici e le strutture che vi hanno negato un diritto sancito e tutelato (in teoria) da una legge dello Stato.

Purtroppo il servizio è attivo soltanto a Roma e Milano. Speriamo venga esteso presto ad altre città, perché in provincia la situazione è ancora più difficile (vedi cosa accade per esempio a Perugia, mia città natale; e in teoria l’Umbria sarebbe una delle ultime “regioni rosse” rimaste in Italia. In teoria.)

(Per chi ancora non lo sapesse, la “pillola del giorno dopo” non è un presidio abortivo, quindi l’obiezione di coscienza su questo farmaco, da parte di medici e/o farmacisti, è ILLEGALE. Giova ripeterlo.)

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Pillole di rassegna stampa

Sul primo quotidiano nazionale, oggi:

  • c’è un paio di mezze colonne (un terzo di pagina, a esser generosi) sul Pride romano, a pagina 13;
  • nell’inserto Milano – venduto solo a Milano – c’è un trafiletto di dieci righe sul Pride milanese, sormontato da una pagina intera dedicata ai trentamila manifestanti per l’ambiente che hanno sfilato nel primo pomeriggio, sempre in Porta Venezia.

Io non guardo la tv, ma tutti mi hanno confermato che ieri al Pride sono stati dedicati gli ultimi minuti dei telegiornali. Dopo il gossip, dopo lo sport. A una manifestazione che, gradirei ricordare, ha visto scendere in piazza centinaia di migliaia di persone nelle due città principali del Paese. Inoltre, spero di essere smentita ma ho qualche dubbio che *tutti* i telegiornali ne abbiano parlato.

La spiegazione è semplice. Siccome l’omofobia in Italia non esiste, è inutile chiedersi se il Pride sia utile, se sia “controproducente”, eccetera. Tanto, il Pride non esiste.

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L’orgoglio della (contro)informazione

Non guardo la tv da almeno dieci anni, quindi posso solo immaginare quali aspetti dei Gay Pride di Roma e Milano siano passati al telegiornale stasera. Sempre che il telegiornale ne abbia parlato. Gli aspetti più spettacolari, più anticonformisti, meno “normali”. Perciò, nel nostro piccolo, io e remuz abbiamo deciso di mostrare l’altra faccia del Pride. Di mostrare che accanto alle bellissime trans e agli uomini in mutande c’erano anche le famiglie, le coppie etero, i bambini. Roba che in tv non passerà mai, perché non conviene che passi.

Anche quest’anno vorrei esprimere particolare rispetto e solidarietà all’AGeDO, Associazione di genitori, parenti e amici di omosessuali. Il loro lavoro è prezioso. Il clima politico è quel che è; Ratzinger se ne rallegra, altri no. E infatti il Pride di quest’anno mi è sembrato un po’ meno festoso e un po’ più preoccupato.

Ecco intanto qualche foto del Pride milanese di oggi (qui invece trovate la cronaca di quello di Roma), in attesa di documentare anche il Pride nazionale che si svolgerà a Bologna sabato 28 giugno. Le foto di remuz saranno online nei prossimi giorni. Cliccate sulla foto per vederle tutte su Flickr, insieme a un paio di brevi video. Ringrazio i miei compagni di corteo: oltre a remuz, GattoNero, Alebino, Wizard (e Michele, purtroppo solo per pochi minuti). E tutte le persone che conosco e che oggi ho incontrato per caso, come spesso accade in queste circostanze.

Ci vediamo il 28 giugno a Bologna!

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Pride Milano 08, domani (con cerotto sulla bocca)

Il Pride milanese di domani parte alle ore 17 da via Palestro/Corso Venezia, per terminare come al solito in Piazza Castello. Io ci sarò, e molti amici con me. Ci vediamo lì?

Ricordo inoltre che

“Durante il corteo, all’approssimarsi di piazza Duomo, la musica dai carri verra’ spenta, il corteo d’improvviso diventera’ muto, e tutti i partecipanti metteranno un cerotto sulla bocca “per protestare - spiegano - contro la volonta’ della politica e delle gerarchie cattoliche di farci stare zitti. Un gesto forte, che vuole anche ricordare il silenzio sociale in cui sono costretti milioni di lesbiche e di gay, per paura di essere uccisi, violentati, aggrediti, discriminati. La piu’ grande comunita’ lgbt italiana dara’ cosi’ un segnale politico preciso, in preparazione del Pride nazionale di Bologna del 28 giugno”.” *

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Iniziativa di affermazione civile

Ricevo dall’associazione Certi Diritti, e volentieri diffondo:

ATTI PER MATRIMONIO INIZIATIVA DI AFFERMAZIONE CIVILE

Stiamo organizzando un’importante azione che avrà luogo contemporaneamente in varie città italiane nella settimana che precede il gay pride di Bologna del prossimo 28 giugno.

Vogliamo supportare quante più coppie omosessuali che desiderano richiedere al loro comune la “pubblicazione degli atti”, il passaggio che precede, secondo la legge, la celebrazione del matrimonio.

Obiettivo è innescare i conseguenti atti amministrativi per impugnarli in giudizio, con la collaborazione degli avvocati della Rete Lenford.

Puoi contribuire in vari modi:

  • contattaci per partecipare all’iniziativa, e ti aiuteremo a richiedere la pubblicazione degli atti nella tua città.
  • aiutaci a trovare coppie gay e lesbiche disponibili.
  • contribuisci diffondendo questa notizia tra le persone che conosci. attraverso i tuoi contatti o sul tuo blog / sito internet

E così faccio. Mi sembra una bella iniziativa di disobbedienza civile nonviolenta. No? Praticamente: tu vai in Comune a chiedere di sposarti con uno/a del tuo stesso sesso. Il Comune si rifiuta di fare le “pubblicazioni” di rito. Tu ne prendi atto, consegni a un avvocato il rifiuto scritto, e l’avvocato fa il resto. Idea semplice ma geniale. Non so se può funzionare, il mio lato cinico dice di no; ma a tentare non si rischia nulla. Forse bastano poche coppie in tutta Italia per smuovere qualcosina nei media. In certi media, almeno. Chissà. Intanto fate girare, please.

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