Pillole di rassegna stampa

Sul primo quotidiano nazionale, oggi:

  • c’è un paio di mezze colonne (un terzo di pagina, a esser generosi) sul Pride romano, a pagina 13;
  • nell’inserto Milano – venduto solo a Milano – c’è un trafiletto di dieci righe sul Pride milanese, sormontato da una pagina intera dedicata ai trentamila manifestanti per l’ambiente che hanno sfilato nel primo pomeriggio, sempre in Porta Venezia.

Io non guardo la tv, ma tutti mi hanno confermato che ieri al Pride sono stati dedicati gli ultimi minuti dei telegiornali. Dopo il gossip, dopo lo sport. A una manifestazione che, gradirei ricordare, ha visto scendere in piazza centinaia di migliaia di persone nelle due città principali del Paese. Inoltre, spero di essere smentita ma ho qualche dubbio che *tutti* i telegiornali ne abbiano parlato.

La spiegazione è semplice. Siccome l’omofobia in Italia non esiste, è inutile chiedersi se il Pride sia utile, se sia “controproducente”, eccetera. Tanto, il Pride non esiste.

L’orgoglio della (contro)informazione

Non guardo la tv da almeno dieci anni, quindi posso solo immaginare quali aspetti dei Gay Pride di Roma e Milano siano passati al telegiornale stasera. Sempre che il telegiornale ne abbia parlato. Gli aspetti più spettacolari, più anticonformisti, meno “normali”. Perciò, nel nostro piccolo, io e remuz abbiamo deciso di mostrare l’altra faccia del Pride. Di mostrare che accanto alle bellissime trans e agli uomini in mutande c’erano anche le famiglie, le coppie etero, i bambini. Roba che in tv non passerà mai, perché non conviene che passi.

Anche quest’anno vorrei esprimere particolare rispetto e solidarietà all’AGeDO, Associazione di genitori, parenti e amici di omosessuali. Il loro lavoro è prezioso. Il clima politico è quel che è; Ratzinger se ne rallegra, altri no. E infatti il Pride di quest’anno mi è sembrato un po’ meno festoso e un po’ più preoccupato.

Ecco intanto qualche foto del Pride milanese di oggi (qui invece trovate la cronaca di quello di Roma), in attesa di documentare anche il Pride nazionale che si svolgerà a Bologna sabato 28 giugno. Le foto di remuz saranno online nei prossimi giorni. Cliccate sulla foto per vederle tutte su Flickr, insieme a un paio di brevi video. Ringrazio i miei compagni di corteo: oltre a remuz, GattoNero, Alebino, Wizard (e Michele, purtroppo solo per pochi minuti). E tutte le persone che conosco e che oggi ho incontrato per caso, come spesso accade in queste circostanze.

Ci vediamo il 28 giugno a Bologna!

Pride Milano 08, domani (con cerotto sulla bocca)

Il Pride milanese di domani parte alle ore 17 da via Palestro/Corso Venezia, per terminare come al solito in Piazza Castello. Io ci sarò, e molti amici con me. Ci vediamo lì?

Ricordo inoltre che

“Durante il corteo, all’approssimarsi di piazza Duomo, la musica dai carri verra’ spenta, il corteo d’improvviso diventera’ muto, e tutti i partecipanti metteranno un cerotto sulla bocca “per protestare - spiegano - contro la volonta’ della politica e delle gerarchie cattoliche di farci stare zitti. Un gesto forte, che vuole anche ricordare il silenzio sociale in cui sono costretti milioni di lesbiche e di gay, per paura di essere uccisi, violentati, aggrediti, discriminati. La piu’ grande comunita’ lgbt italiana dara’ cosi’ un segnale politico preciso, in preparazione del Pride nazionale di Bologna del 28 giugno”.” *

De-Plurking

Gente, io vi ringrazio delle 70 e più richieste di contatto che ho ricevuto nelle ultime 48 ore su Plurk.

Lo so che non lo fate per aumentare il vostro Karma e ricevere simpatiche e utilissime emoticon, ma solo perché mi volete bene e ci tenete ad avermi tra i contatti. Non sono così cuordipietra da sospettare il contrario.

Però vi prego, facciamo che basta. Mi si sta fondendo il Blackberry. Per il momento resto fedele a Twitter, esattamente per i motivi elencati da DElyMyth. Suvvia: qualsiasi sistema che implichi il concetto di karma, stante l’attuale situazione blogo(star)sferica, è suicidio. Karma = (altro) spam = l’inferno. No grazie. Senza rancore, eh. Poi se dovessi ritrovarmi a soliloquiare in un Twitter deserto, con i tumbleweed che rotolano, allora ok. Ma per ora no.

Perché non è il caso di aspettare l’EeePc 901

Risposta: perché, come dichiara Luca Rossi di Asus Italia,

confermo che Asus Eee PC 901 sarà disponibile in Italia a partire da Settembre. […] E’ una questione di “usage model”: per l’utente finale, la percezione della differenza fra la vecchia e la nuova piattaforma hardware potrebbe essere assai ridotta. Anzi, il processore Intel Atom avrà prestazioni inferiori a quelle dell’attuale CPU Intel Celeron M ULV, anche se si avvantaggerà sotto altri profili.

E inoltre il 901 costerà probabilmente più del 900. Quanto al modello successivo, il 1000: peserà un chilo e mezzo e - nella versione Win - monta un disco fisso classico e non l’SSD. Quasi un vero notebook per peso e configurazione hardware; ma non per prestazioni, immagino. Ci stiamo avvicinando al confine che separa il subnotebook dal notebook, confine oltre il quale - a mio avviso - il “concept” EeePc cessa di avere senso logico. Quindi penso proprio che, come previsto, prenderò l’EeePc 900 appena lo trovo qui a Milano (è già nei negozi italiani). Oggi alla Fnac mi hanno detto che il 900 è previsto per la fine di questa settimana. Sarà vero?