La quarta bozza

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Archive for 3 Giugno 2008

Perché non è il caso di aspettare l’EeePc 901

Risposta: perché, come dichiara Luca Rossi di Asus Italia,

confermo che Asus Eee PC 901 sarà disponibile in Italia a partire da Settembre. […] E’ una questione di “usage model”: per l’utente finale, la percezione della differenza fra la vecchia e la nuova piattaforma hardware potrebbe essere assai ridotta. Anzi, il processore Intel Atom avrà prestazioni inferiori a quelle dell’attuale CPU Intel Celeron M ULV, anche se si avvantaggerà sotto altri profili.

E inoltre il 901 costerà probabilmente più del 900. Quanto al modello successivo, il 1000: peserà un chilo e mezzo e - nella versione Win - monta un disco fisso classico e non l’SSD. Quasi un vero notebook per peso e configurazione hardware; ma non per prestazioni, immagino. Ci stiamo avvicinando al confine che separa il subnotebook dal notebook, confine oltre il quale - a mio avviso - il “concept” EeePc cessa di avere senso logico. Quindi penso proprio che, come previsto, prenderò l’EeePc 900 appena lo trovo qui a Milano (è già nei negozi italiani). Oggi alla Fnac mi hanno detto che il 900 è previsto per la fine di questa settimana. Sarà vero?

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Di passione e bollette

Un commento di enneemme al mio post precedente, sempre a proposito del mestiere del traduttore: rispondo in forma di post perché come commento era lunghetto. E poi forse può stimolare altre conversazioni.

Ma più che sul “come si diventa traduttore editoriale” – in mille e più modi, secondo me, ognuno secondo un suo tragitto personalissimo e pressoché irripetibile – io credo che abbia molto più senso interrogarsi sul “come si resta traduttore editoriale”, ovvero sul “come vivere o almeno sopravvivere di questo mestiere”. Perché iniziare a tradurre e anche portare a casa più libri tradotti, se è questo che si vuol fare, bene o male, chi prima e chi poi, si fa. È il dopo a essere più difficile. È quando cominciano a venire meno le forze, l’entusiasmo e forse pure la passione; è quando la gratificazione per aver tradotto questo o quel libro, questo o quell’autore, comincia a non bastare più; è quando ti viene da chiederti “Ma questa è vita? È questo che voglio fare per sempre?” che la strada si complica. Imho, of course.

Mah. Anzitutto non vorrei dare false speranze ai wannabe traduttori che approdano qui: personalmente ho qualche dubbio sull’ottimistica visione per cui “prima o poi ce la si fa”. Nella mia breve esperienza editoriale ne ho visti fallire più d’uno. La concorrenza è spietata, e non sai mai quando e se ti arriverà il prossimo libro. In questo senso è vero che “il dopo è più difficile”; nel senso che è difficile sempre. Come ogni forma di lavoro autonomo.

Quanto alla passione, la gratificazione, bla bla bla, a mio avviso sono subordinati a una domanda molto più semplice: riesco ad arrivare alla fine del mese? Perché alla fine il succo è tutto qui.

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