La quarta bozza

Nomenclatura

Comunque, per dire: io propongo l’abolizione dalla blogo-/twittersfera delle parole “maschietto” e “femminuccia” se riferite a maggiori di quattordici anni. Fatemelo come favore personale. Fateli pure, i meme rosa e i meme celesti, per quel che me ne frega (no che non li linko). Ma fateli con la consapevolezza di essere persone adulte, persone con un mutuo, una tessera elettorale, una patente B.

Già che ci siamo: basta con “la dolce metà”, “il mio boy”, “il mio lui” eccetera. Non fa ridere, non fa tenerezza. Dà solo i conati. Chiamatelo per nome, vi prego: restituitegli una dignità.

Questo paese non ha più una spina dorsale, cazzo.

P.S. Signori del telegiornale, io non vi conosco di persona, non siamo in confidenza, e soprattutto siamo tutti persone adulte. Quindi, nelle storie di cronaca, non parlatemi di “mamma” e “bimbo”, ma di “madre” e “bambino”. Grazie. (Vi risparmio la mia opinione circa i servizi del telegiornale che esordiscono parlando di “giovani vite spezzate”.)

P.P.S. No, in effetti risultare simpatica non è mai stato fra le mie priorità, nella vita.

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24 Commenti »

  PseudoTecnico ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 7:45 pm

Sottoscrivo

Aggiungo: il prossimo che parla di “soldini” lo colpisco con un roncola in piena fronte.

  Wizard ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 7:55 pm

Beh, forse la simpatia non è nelle tue priorità, ma di certo hai quella di essere sacrosanta!

Specialmente per quanto riguarda i tg … sìsì … quelli non li sopporto proprio.

  Michele ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 8:21 pm

La Divinità Proibita ha proferito.

*;;*

  francesco ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 9:07 pm

io son d’accordo con te, eh, ma c’è anche da dire che c’è chi la insegna, questa cosa di dire “mamma” e “bimbo”, al posto di “madre” e “bambino”, così c’è una maggiore immedesimazione in quel che si legge, o si ascolta, io vieterei di spingere in questa direzione, prima di tutto, ché c’è chi ci spinge (secondo me, ovvio)

  Andrea ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 9:07 pm

Mmmmh e io che pensavo di esagerare quando copro di insulti studio aperto… XD

  Ilaria ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 9:11 pm

@francesco: lo so, ed è proprio questo che contesto: il fatto che nel giornalismo italiano non c’è obiettività, non c’è distinzione tra fatti e commenti, e la regola delle cinque W non si è mai affermata.

E che l’identificazione con la povera mamma e il povero bimbo, quando è spinta all’estremo, rende tutti forcaioli (con la bocca piena di spaghetti alle otto di sera).

  .mau. ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 9:34 pm

ma come, tesoruccio? non posso più appellarti così? Tanto io la tivvù non la guardo…

  Ilaria ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 9:37 pm

Neanch’io: per quanto ne so, i telegiornali potrebbero aver smesso di usare quelle parole; ma una volta ogni due mesi un telegiornale mi capita di vederlo, ed è pieno di bimbi e mamme. O di Italia nella morsa dell’afa/del gelo.

  justfrank ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 10:16 pm

Ti sei persa il TG1 di oggi che ha praticamente dato ad internet ( e youtube in particolare ) la colpa di ogni male conosciuto e concepibile.
No, il problema non è che il tizio finlandese che ha freddato otto persone aveva le rotelle fuori giri. Assolutamente! Il problema è che poteva mostrare le sue boiate su internet. Girano dei geni in quelle redazioni…

  justfrank ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 10:20 pm

Ah, nel primo post scriptum avrei parlato anche delle musiche struggenti che accompagnano gli articoli riguardanti le giovani vite spezzate, in particolar modo. Insopportabili.

  Zanfib ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 11:24 pm

Secondo me l’ultima virgola nel PPS non c’azzecca nulla. Ma potrei sbagliare.
Ciao ^^

  Ilaria ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 11:32 pm

Questione di gusti: io la leggo come un inciso, quindi la virgola ci sta bene. Prova a rovesciarla, “Nella vita, risultare simpatica…” Mi pare che regga. E mi pare che “le mie priorità nella vita” non sia buon italiano. Ma anch’io potrei sbagliare.

  Zanfib ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 11:49 pm

Per l’inciso era meglio usare il punto, no? Boh… a me suona esattamente il contrario di come dici, ma oggi ho avuto una giornata dura e non so bene quello che dico. Quindi vado a letto (stavo per scrivere “a nanna” ma dato il post è meglio evitare ) e ti lascio in pace.
Ciao

  Ilaria ha scritto @ 8 Novembre 2007 alle 11:53 pm

Inciso con il punto? per gli incisi si usano le virgole, o i trattini medi, o le parentesi. Sai che succede se uso il punto? Che viene fuori la frase finale senza verbo. Che resta lì. A galleggiare. Come negli occhielli degli articoli. Dell’Espresso. Che odio.

  paiola ha scritto @ 9 Novembre 2007 alle 9:21 am

Sebbene risultare simpatica non sia tra le tue priorità, sei simpatica lo stesso!
A volte caustica, ma simpatica.

  Dario Salvelli ha scritto @ 9 Novembre 2007 alle 11:23 am

Non sei mica antipatica anche le parole hanno una sua importanza.
“Ad esempio a me danno fastidio quelle con le doppie,tutte quelle consonanti una dopo l’altra: babbo,mamma.” Come diceva un vecchio film.

  Zanfib ha scritto @ 9 Novembre 2007 alle 4:09 pm

Ilaria, premetto che scrivo ancora per amore di conversazione e non per polemica (non vorrei essere frainteso, dato che non ci conosciamo).
Dunque, si parlava di incisi. Il dizionario garzanti online, alla voce inciso, recita: “breve frase di senso compiuto, grammaticalmente indipendente dal costrutto in cui è inserita”.
Essendo una breve frase di senso compiuto, direi che la virgola non c’azzecca molto. Se mi sbaglio, giuro, non lo capisco.
Che tu abbia trovato una zitella (maschio), ancora + zitella e acida di te? :p
Ciao.

  Ilaria ha scritto @ 9 Novembre 2007 alle 4:14 pm

Il fatto è che nel momento in cui inserisci un punto, la frase cessa di trovarsi in un costrutto - cioè in un’altra frase - e diventa una frase autonoma. Quello che ho appena scritto fra trattini medi è un inciso.

Se avessi usato il punto avrei ottenuto:

“la frase diventa autonoma perché cessa di trovarsi in un costrutto. Cioè in un’altra frase.”

Qui non ci sono incisi, ci sono due proposizioni indipendenti l’una dall’altra. Il punto fermo segna la fine di una proposizione.

  Zanfib ha scritto @ 9 Novembre 2007 alle 4:26 pm

Ok, credo di aver capito cosa intendi. Però a sto punto non mi torna bene al 100% la definizione del dizionario Garzanti. Forse era meglio definire l’inciso come: “breve frase di senso compiuto, grammaticalmente indipendente dalla proposizione in cui è inserita”. Concordi o mi sto sbagliando?

  Ilaria ha scritto @ 9 Novembre 2007 alle 4:38 pm

No, se intendiamo “costrutto” come sinonimo di “proposizione”, e credo che possiamo farlo, dato che il De Mauro definisce “costrutto” la disposizione delle parole in una frase.

Definizione di “inciso” del De Mauro: breve frase con funzione parentetica, inserita in un costrutto da cui è grammaticalmente indipendente.

  Zanfib ha scritto @ 9 Novembre 2007 alle 4:46 pm

Ok. La definizione del De Mauro mi sembra molto più chiara. Grazie

  Atreiu ha scritto @ 9 Novembre 2007 alle 4:59 pm

Una volta in una lezione di Arabo ho tradotto la parola finjan con “tazzina” (tacita), perché è quello che significa: non una tazza, ma una tazzina. Solo che in Spagna non esistono tazzine.
Il professore mi ha riso in faccia e mi ha detto:
Si vede che sei italiana! Come quei cuochi della televisione che parlano solo con diminutivi. Un goccetto, un pizzichino, un bicchierino, un mestolino. Che cosa orribile! Qui ogni cosa ha la sua giusta dimensione che si riflette nella parola. Impara”

Che vergogna.
Immagina se ascoltasse un TG.

  MissVaresco ha scritto @ 9 Novembre 2007 alle 7:46 pm

L’hai abbandonato il vecchio blog dove postavi tutte le tue mise?

  Ilaria ha scritto @ 9 Novembre 2007 alle 8:54 pm

(per quanto possa mai entrarci con l’argomento di questo post) sì, come ho abbandonato il blog in inglese e tutto ciò che non riuscivo più a seguire.

@Atreiu: che angoscia gesù.

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